Parametri e criteri di credito: se non c’è la bacchetta magica…c’è CRIF!
Mettiamoci per un attimo nei panni dell’Istituto di Credito o della società finanziaria che deve decidere se concedere o meno credito a un cliente qualsiasi, sia questo un mutuo o un prestito (finalizzato o meno) e pensiamo a quale sarebbe il nostro primo obiettivo: possiamo affermare che vorremmo, prima di ogni altra cosa, che i nostri soldi ci vengano restituiti e, possibilmente, che ciò avvenga nei tempi e nei modi contrattualmente stabiliti con il nostro cliente?
Se fossimo pertanto noi a dover decidere se deliberare positivamente o meno una determinata richiesta di credito quali parametri adotteremmo?
Senza dubbio la valutazione della documentazione del nostro cliente rappresenta un elemento decisionale molto importante, soprattutto in termini reddituali.
Il rapporto rata / reddito è oggi un punto cardine delle cosiddette “politiche di credito” di qualsiasi banca o finanziaria che erogano denaro: affinchè il nostro cliente non si trovi in una situazione di difficoltà finanziaria non posso pensare di concedergli un finanziamento il cui rimborso preveda ad esempio una rata superiore al 35-40% del suo reddito mensile perchè gli creerei una tale situazione di difficoltà finanziaria che metterebbe a rischio anche il regolare rimborso del finanziamento stesso.
Non è però certo questo l’unico parametro a cui faremmo riferimento per prendere la nostra decisione.
Sapere se il mio cliente onorerà il suo impegno significa anche fare una previsione su ciò che avverrà in futuro e, siccome nessuno ha la bacchetta magica, non è forse vero che il miglior sistema per fare previsioni è l’analisi di quanto è successo in passato? Avere dati storici su un qualsiasi comportamento umano ci aiuta a capire quello che potrà succedere domani e come quell’individuo si potrà comportare.
Per questo motivo nasce CRIF, società che gestisce un Sistema di Informazioni Creditizie: Eurisc, una banca dati alimentata dagli Istituti di credito e dalle società finanziarie che inviano i dati relativi alle richieste di finanziamento di tutti noi e al pagamento di tali finanziamenti.
Crif con Eurisc si pone pertanto come importante strumento di supporto decisionale per chi deve concedere credito a qualcuno e si affianca ad altre due banche dati pubbliche: la Centrale Rischi della Banca d’Italia, in cui vengono evidenziate le esposizioni per importi superiori ai 75.000 euro, e SIA (Società Interbancaria per l’Automazione) che raccoglie dati sulle esposizioni per importi che vanno da 31.246 euro a 74.999 euro; Eurisc di Crif è invece una centrale rischi privata che raccoglie informazioni creditizie relative ad importi anche più bassi, da 0 a 31.245 euro ed è una banca dati positiva e negativa nel senso che al suo interno ci sono sia i buoni che i cattivi pagatori.
Qualsiasi banca o società finanziaria a cui chiediamo credito oggi consulta Eurisc di Crif per analizzare i dati storici del richiedente il finanziamento ed è molto difficile che questo venga concesso se le informazioni risultanti evidenziano ritardi nei pagamenti o, ancor peggio, posizioni non sanate; allo stesso modo se si tratta di un buon pagatore l’Ente erogante, in presenza del rispetto degli altri parametri creditizi dallo stesso stabiliti, è portato a concedere credito con maggior fiducia a chi ha appunto uno storico positivo.
L’Ente Garante per la protezione dei dati personali ha varato con un Provvedimento di novembre 2004 il “Codice deontologico e di buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di credito al consumo, affidabilità e puntualità dei pagamenti” in accordo con le associazioni di categoria e quelle dei consumatori per regolamentare la registrazione dei dati personali nelle banche dati come Eurisc di Crif, i tempi di conservazione e la cancellazione degli stessi.
E’ importante sapere che quando ci sono dei ritardi fino a due rate i dati vengono cancellati dopo dodici mesi dalla regolarizzazione dei pagamenti; se invece i ritardi superano le due rate i dati saranno cancellati dopo due anni dalla regolarizzazione degli stessi.
Laddove vi sia invece una situazione non sanata (di morosità e/o sofferenza) i dati verranno cancellati dopo 3 anni dalla scadenza del contratto mentre i dati relativi ai finanziamenti pagati regolarmente vengono conservati per i 3 anni successivi alla scadenza contrattuale.
Eurisc di CRIF è in possesso anche dei dati relativi alle richieste di finanziamento che vengono conservati per 6 mesi e, se non vanno a buon fine o in caso di rinuncia da parte del richiedente rimangono evidenziate per 1 mese.
Ognuno ha la possibilità di chiedere a CRIF la propria situazione in maniera gratuita o, in caso di non correttezza dei dati personali, con un contributo di 10 euro.
L’invito è quello di diffidare di chi vi promette la cancellazione dei dati negativi, che spesso precludono appunto l’accesso al sistema creditizio per un determinato periodo di tempo, perchè non vi è possibilità alcuna, a meno che non si tratti di truffa nel senso che qualcuno si è impossessato illegalmente dei nostri dati, che vengano cancellate le posizioni negative prima dei tempi sopra indicati; è possibile solamente la cancellazione dei dati positivi quindi di finanziamenti regolarmente rimborsati ma questo risulterebbe solamente penalizzante in termini di accesso al sistema del credito.
E’ bene dunque affidarsi sempre ad un professionista che ci consigli come muoverci seguendo i canoni della correttezza e dell’etica al fine di non aggravare ulteriormente la nostra posizione.
| Questo articolo è stato pubblicato da Mutuo100 il 16 luglio 2010 alle 5:39 am, ed è archiviato come Consulenza Mutuo. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |


