Oggi parliamo di mercato…quello dei porci del XVII sec.
Potete stare tranquilli, il caldo estivo non ci ha dato alla testa. Avete letto bene: oggi ci ispiriamo al mercato dei porci nell’Inghilterra del XVII secolo. L’idea è quella di prendere come spunto lo storico mercato dei porci per riflettere sul mercato immobiliare odierno. Da questo paragone vorremmo trarre qualche conclusione che possa essere di aiuto a chi sta riflettendo se investire nel mattone.
Cominciamo dal mercato dei porci: all’epoca la carne di suino rappresentava una delle principali fonti alimentari della popolazione e, per oltre 30 anni, il suo prezzo oscillò continuamente. Aumentava un anno, provocando così una nuova spinta all’allevamento, ma crollava l’anno dopo perché la domanda di carne non era cresciuta in ugual misura. Così facendo si generava una diminuzione della produzione per l’anno successivo; e così via per tutto il periodo.
Tale atteggiamento ricorda il comportamento dei consumatori e degli investitori dei giorni nostri: si compra o s’investe quando i prezzi sono già alti, causandone ulteriore crescita; si vende, o non s’investe affatto, quando viceversa i prezzi sono competitivi e in diminuzione.
Lo stesso meccanismo psicologico ha influito nella scelta del tasso d’interesse di un considerevole numero di mutuatari qualche anno addietro: per paura di un ulteriore rialzo, molti sono ricorsi al fisso quando i tassi erano alti. In realtà tale passaggio dal variabile al fisso non ha fatto altro che peggiorare la situazione perchè poco dopo il variabile, ormai abbandonato in cambio della stabilità del fisso, è calato vertiginosamente.
Perché vi diciamo tutto questo? Perché attualmente i tassi d’interesse sono particolarmente bassi e così pure i prezzi degli immobili.
Paradossalmente, queste sono condizioni favorevoli per chi vuol acquistare casa ed accendere un mutuo.
Ed è questo punto che ritorna il mercato dei porci inglese: così come allora, oggi questa condizione non favorisce una spinta alla domanda ma genera una contrazione del mercato immobiliare ed una bassa propensione all’acquisto.
Concludiamo ricordandovi che oggi, a differenza del XVII sec., avremmo qualche possibilità in più per non farci fregare dal meccanismo psicologico che accennavamo sopra. Andando in analisi? No, affidandoci ad un bravo consulente che conosca il mercato ed il suo funzionamento, proprio come gli esperti di Mutuo 100.
| Questo articolo è stato pubblicato da manu il 26 agosto 2010 alle 3:57 pm, ed è archiviato come Consulenza Mutuo, Mutuo Conveniente. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |


circa 1 anno fa
Ottimo articolo. Il mercato dei porci riesce a chiarire la situazione attuale…
è un gioco di parole?
circa 1 anno fa
Grazie del complimento. Non voleva essere un gioco di parole (a dire il vero, non ci avevo neanche pensato!), ma un aiuto a chi desidera acquistare casa oggi. L’idea è quella di mostrare un tipo di mercato del XVII sec., ancora attualissimo.
circa 1 anno fa
Capito.. Però quando ho letto il titolo io ho pensato subito al gioco di parole, anche se l’articolo vero e proprio non lo fa intendere
P.S.: Tra qualche mese lanceremo anche noi un sito riguardante i mutui. E’ già in linea, ma serve solo a noi che ci lavoriamo. Poi vi chiederemo un parere