Fare-mutuo-tasso-variabile

La scelta del tasso d’interesse è tendenzialmente il primo dilemma che colpisce chi vuole accendere un mutuo: fisso o variabile?

Come abbiamo già detto molte volte sia sul Blog che sul sito, la scelta va fatta tenendo in considerazione una serie di fattori: da quelli personali a quelli reddituali e non sempre il tasso d’interesse più basso è sinonimo di mutuo più conveniente. Hai letto “Alla ricerca del mutuo ideale?“.
In questo post vorrei sottoporre alla vostra attenzione lo spread, cioè quella percentuale che si va a sommare al tasso e che sostanzialmente rappresenta il guadagno della banca che presta i soldi. Andiamo per ordine: il tasso senza lo spread equivale all’Euribor, se parliamo di tasso variabile, ed all’Eurirs (o Irs) se parliamo di tasso fisso. A questo, per avere il cosiddetto tasso finito (cioè quello che poi pagheremo!) la banca somma lo spread: attenzione perchè ogni banca applica il proprio e può variare anche notevolmente da un istituto di credito ad un altro! Insomma, non tutti i tassi fissi nè tutti i tassi variabili sono uguali!
Resta una buona metodica quella di affidarsi a seri ed onesti professionisti che siano sopra le parti, cioè che collaborino con le banche avendo a disposizione una vastità di prodotti sul mercato per poter in tal modo trovare quello giusto per ogni cliente.


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