Mutuo prima casa: occhio ai tassi d’interesse
La scelta del tasso d’interesse è tendenzialmente il primo dilemma che colpisce chi vuole accendere un mutuo: fisso o variabile?
Come abbiamo già detto molte volte sia sul Blog che sul sito, la scelta va fatta tenendo in considerazione una serie di fattori: da quelli personali a quelli reddituali e non sempre il tasso d’interesse più basso è sinonimo di mutuo più conveniente. Hai letto “Alla ricerca del mutuo ideale?“.
In questo post vorrei sottoporre alla vostra attenzione lo spread, cioè quella percentuale che si va a sommare al tasso e che sostanzialmente rappresenta il guadagno della banca che presta i soldi. Andiamo per ordine: il tasso senza lo spread equivale all’Euribor, se parliamo di tasso variabile, ed all’Eurirs (o Irs) se parliamo di tasso fisso. A questo, per avere il cosiddetto tasso finito (cioè quello che poi pagheremo!) la banca somma lo spread: attenzione perchè ogni banca applica il proprio e può variare anche notevolmente da un istituto di credito ad un altro! Insomma, non tutti i tassi fissi nè tutti i tassi variabili sono uguali!
Resta una buona metodica quella di affidarsi a seri ed onesti professionisti che siano sopra le parti, cioè che collaborino con le banche avendo a disposizione una vastità di prodotti sul mercato per poter in tal modo trovare quello giusto per ogni cliente.
| Questo articolo è stato pubblicato da manu il 18 marzo 2011 alle 1:01 pm, ed è archiviato come Mutuo Tasso Fisso, Mutuo Tasso Variabile. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |




