mutuo-100Negli anni passati il mercato dei mutui ha attraversato una fase di enorme sviluppo, con le banche propense e disponibili ad erogare a tutti e a farlo senza troppi problemi.

Chiunque operi nel settore ha visto chiedere, ed ottenere, finanziamenti non solo per il 100% del valore dell’immobile ma anche per il 120, 130: al mutuo, in quegli anni, accedeva anche chi sul conto corrente non aveva nemmeno la giacenza sufficiente a pagare, non dico le spese notarili, ma nemmeno quelle di perizia!

Questo è avvenuto un po’ in tutto il mondo e, seppur in misura inferiore, anche in Italia.

Poi nel 2008 il crack della “Lehman Brothers” ci ha drammaticamente riportati con i piedi per terra e ci siamo accorti d’essere entrati in crisi.

Il campanello d’allarme era stato rappresentato dalla bolla degli americanissimi “mutui subprime” e così, dall’oggi al domani, le banche hanno radicalmente cambiato le loro politiche di credito.

Chiudere le stalle dopo che i buoi sono scappati, come sempre, non risolve il problema ma il sistema bancario, scottato dalle insolvenze e in una crisi senza precedenti, ha chiuso i rubinetti a nuove erogazioni.

Oggi qualche timido segnale di ripresa si sta vedendo e, dopo un 2009 da dimenticare, la domanda di nuove abitazioni, e di conseguenza di mutui, sta tornando a crescere. Si tratta di numeri ancora bassi ma è un’inversione di tendenza.

In compenso i prezzi degli immobili non accennano ancora a riprendersi ed i tassi d’interesse, il costo del denaro, restano ancorati al livello più basso dal dopoguerra in poi.

Crisi o no, per chi deve comprare casa condizioni estremamente vantaggiose.

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