diminuzione-tasso-interesseSi dice che l’esperienza degli altri sia solo teoria ma in questo caso è un’esperienza che hanno fatto in troppi…e quindi diventa pratica! Si tratta dell’esperienza dei mutui in Ecu.

Siamo alla fine degli anni ‘80: l’Ecu (European Currency Unit) era una sorta di riferimento di moneta europea che riassumeva tutte le valute europee. La Lira, come le altre monete, aveva un tasso di cambio nei confronti dell’Ecu.

I mutui ipotecari in Ecu erano caratterizzati da tassi molto bassi rispetto ai tassi in Lire: se un mutuo ipotecario in Lire aveva un tasso del 14-15%, quelli in Ecu oscillavano attorno all’11-12%. Vantaggioso, eh? Tra l’87 e l’89 questo portò ad una inarrestabile corsa alla stipula dei mutui in Ecu: solo nell’87, anno d’oro per i finanziamenti in Ecu, la banche erogarono una somma pari a 3.486 miliardi di Lire.

Forti di un tasso così basso, i mutui in Ecu catturarono il 30% del mercato. Grandioso…fino a quando l’Ecu aumentò e fu un vero massacro! I tassi di interesse salirono alle stelle ed allora ci fu la corsa inversa, quella dell’estinzione dei mutui in Ecu per passare a quelli in Lira.


Ma non andò meglio: le banche richiedevano l’1% di penale per l’operazione, poi c’erano le spese per la cancellazione dell’ipoteca, quelle notarili per il nuovo mutuo in Lira, le imposte ed infine non era nemmeno possibile scaricarlo dal 740.

Insomma, l’affare del tasso basso si concluse per molti in una bella fregatura!

Perchè vi abbiamo raccontato la storia dei mutui in Ecu? Perchè ancora oggi, a distanza di 20 anni, c’è chi sceglie il mutuo solo sulla base del tasso d’interesse. Esso è certamente un indicatore importante ma non è l’unico parametro da considerare nel momento in cui si sottoscrive un mutuo.

Pertanto, la strada più sicura per non finire come i risparmiatori dei mutui in Ecu, è quella di consultarsi sempre con un professionista. Solo in questo modo si può avere la certezza di una buona operazione, senza sorprese.


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