Il mercato immobiliare: corsi e ricorsi storici
L’andamento del mercato immobiliare sta attraversando una fase di contrazione e registrando i prezzi più bassi degli ultimi tre anni. Nel contempo, il livello dei tassi sui mutui non è mai stato così basso eppure nonostante questa coincidenza così favorevole non si vede una propensione all’acquisto e ciò ci riporta alla memoria episodi descritti nei libri di storia economica.
Molti hanno letto della prima grande “bolla speculativa” della storia, quella sui bulbi dei tulipani, scoppiata nell’Olanda all’inizio del 1600 e di cui parleremo in una prossima occasione; pochi sanno invece del mercato…dei porci nell’Inghilterra del diciassettesimo secolo. E sì, avete capito bene, proprio i porci, i maiali!
All’epoca la carne del suino domestico rappresentava una delle principali fonti alimentari della popolazione e, per oltre 30 anni, il suo prezzo oscillò continuamente. Aumentava un anno, provocando così una nuova spinta all’allevamento, ma crollava l’anno dopo perché la domanda di carne non era cresciuta in egual misura. Così facendo si generava una diminuzione della produzione per l’anno successivo; e così per tutto il periodo.
Quest’atteggiamento ricorda il comportamento irrazionale ed emotivo dei consumatori, e degli investitori, dei giorni nostri.
Si compra o s’investe quando i prezzi sono già alti, causandone ulteriore crescita; si vende, o non s’investe, quando viceversa i prezzi sono competitivi e in diminuzione. Mai come ora i tassi d’interesse (e cioè il costo del denaro) sono stati così bassi, e anche i prezzi degli immobili, dopo anni di furiose crescite, sembrano ormai ben stabilizzati.
Condizioni così favorevoli dovrebbero favorire una spinta a nuova domanda mentre, al contrario, registriamo una netta contrazione del mercato immobiliare e una bassa propensione all’acquisto.
E allora un po’ di razionalità non guasterebbe!
| Questo articolo è stato pubblicato da Mutuo100 il 16 aprile 2010 alle 2:39 pm, ed è archiviato come Mercato Immobiliare. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso RSS 2.0. Puoi pubblicare un commento o segnalare un trackback dal tuo sito. |


circa 2 anni fa
i prezzi si sono stabilizzati e diminuiti un po’, ma ben lontani da quanto i redditi non siano cresciuti nello stesso periodo di osservazione. E’ chiaro: una volta con uno stipendio normale bastavano circa 15-20 anni di risparmi ma se ora ne servono 35-40 come si puo’ pretendere che ci sia una “corsa a comprare”? Se i due fattori “capacita’ media di risparmio di una famiglia” si dovessero incontrare con un fattore ragionevole 20-25 anni di risparmi allora le case dovrebbero abbassarsi di circa ancora il 25-30%del valore per riequilibrare domanda e offerta. A parte il settore lusso, ma sto parlando di ragionevole normalita